18 Dicembre 2013.
Già all'avvicinarsi di questo giorno si sarebbe potuto prevedere ciò che sarebbe successo, non ricorrendo a poteri divinatori, ma ricorrendo alla percezione che avevo della statistica. Per quanto mi riguardava, un determinato avvenimento può accadere o non accadere con lo stesso livello di possibilità, ovvero al 50%.
Ad esempio,si interroga in una classe di 10 alunni. Si suppone, secondo la tradizionale statistica, che ognuno abbia il 10% di possibilità di essere interrogato per primo, eppure uno di questi verrà interrogato pur avendo il 90% di probabilità a suo favore. Così si presenterebbe però un eccezionale caso di "sfortuna" ogni volta che si inizia una nuova interrogazione. Se invece si ragionasse sull'individuale, senza tener conto del numero di ragazzi presenti nella classe, ma solo sulla possibilità della riuscita dell'evento, le possibilità che questo avvenga sono due: o si viene interrogato per primo, o non si viene interrogato per primo. In questo modo il primo interrogato non avrà una sfortuna del 90% contro quella del 10% del resto dei compagni, ma avrà una sfortuna del 50% contro quella del 50% degli altri, che sarebbero potuti esser stati interrogati con la stessa probabilità.
Utilizzando questo sistema la predizione di un evento è giusta solo se vengono fatte due predizioni che potrebbero avvenire con la stessa possibilità. Nel mio caso le predizioni per il 18 erano vivrà o morirà. Alla fine un'operazione può andar bene come può andar male, potendo causare sia gioia che dolore allo stesso modo. Quando Ella venne ricoverata pochi giorni prima del 18, io non c'ero, ma lo ero venuto a sapere, come ero venuto a sapere il diciotto che una delle mie due predizioni si era avverata. Lacrime scendevano dal mio viso, lacrime che mai più la mia pelle ha avuto l'opportunità di toccare. Non esisteva nulla in grado di fermare lo scendere di quell'acqua salata sul mio volto, nemmeno se la forza di gravità si fosse invertita, poiché la disperazione in quel momento sembrava essere più alta di un futile 9,8. Qualcosa in me sembrava essere morto, l'irrazionalità stava prendendo il sopravvento nella mia testa, e le azioni malsane che avrei potuto compiere in un momento del genere sarebbero potute essere molte. Fortunatamente regolai subito l'irrazionalità infinita ad un numero finito quasi subito, compiendo i gesti di una persona disperata, ma, per quanto illogici, non di una persona autolesionista o suicida.
Non passarono molti giorni dopo l'inizio di quei pensieri strani, ed uno di questi pensieri fu di andare a trovare la tomba di Lei, che intanto era stata sepolta nel suo paese, lontano da quello che è il mio, e qui arrivò una delle notizie più belle che mi sarebbe mai potuta arrivare: la notizia della Sua morte venne smentita dallo stesso fornitore dell'informazione. Ero felice, ma mi rimase un dubbio:morì una persona, due o nessuna se ancor oggi ricordo mi affanna?
Questo mi fece ricredere sulla mia teoria del 50%: la vera percentuale è 49,5% per le due ipotesi, lasciando l'1% all'imprevedibile. Alla fine può pur accadere che il primo interrogato venga salvato dalla campanella, non potendosi dire così né interrogato, né non interrogato.
sabato 17 gennaio 2015
venerdì 16 gennaio 2015
Maledizione, la morte della donna amata #1
"Tu ricordi la casa dei doganieri. Sì, tu la ricordi, la tua mente la tiene fissa nel tuo cervello, in una delle sue tante stanze. Peccato che ora quello a non ricordare sono io".
18 Dicembre 2014.
Il 18 di questo mese, ma dell'anno passato è morta una persona, o forse due, oppure nemmeno una. Forse è tutto sbagliato: mi troverei a visitare il suo corpo privo di vita se la prima fosse corretta, la seconda non mi permetterebbe di scrivere o commemorare la morte dell'altra, e se la terza fosse giusta non avrei il ricordo di morte che continua a tormentarmi tutt'ora. Allora cos'è successo esattamente l'anno scorso?
Raccontarlo non può essere molto facile, poiché, seppur conosca gli avvenimenti che accaddero, restano privi di alcuna logicità e, per quanto già ciò che scrivo e ciò che faccio abbiano apparentemente poco senso, non voglio raccontare storie completamente prive di significato. La ricerca della verità assoluta di quel giorno, iniziò il giorno stesso, per poi affievolirsi durante lo scorrere del tempo e rinascere esattamente un anno dopo, il 18 Dicembre tra i banchi di scuola. Fu l'ora di italiano quella cruciale. Un percorso che toccava Dante, Petrarca, Leopardi e Montale più una canzone a scelta, tutto riguardo la morte della persona amata, da creare durante le imminenti vacanze Natalizie. Durante l'assegnazione del compito, la mia mente aveva iniziato a viaggiare, elaborando che quel giorno fosse 18, e che il 18 l'anno scorso avevo provato sensazioni poco distanti da quelle descritte dai poeti dopo i loro lutti. Lì in classe la mia faccia assunse un'espressione sorridente, ma i miei occhi sembrava volessero decidere di far inondare il mio viso. Sentivo come se quella buffa coincidenza fosse stata messa su da qualcuno per costringermi a ricordare, ma il momento di irrazionalità finì subito. Colsi così l'opportunità per ricercare ancora le motivazioni di tutto ciò che accadde il 18 del 2013.
18 Dicembre 2014.
Il 18 di questo mese, ma dell'anno passato è morta una persona, o forse due, oppure nemmeno una. Forse è tutto sbagliato: mi troverei a visitare il suo corpo privo di vita se la prima fosse corretta, la seconda non mi permetterebbe di scrivere o commemorare la morte dell'altra, e se la terza fosse giusta non avrei il ricordo di morte che continua a tormentarmi tutt'ora. Allora cos'è successo esattamente l'anno scorso?
Raccontarlo non può essere molto facile, poiché, seppur conosca gli avvenimenti che accaddero, restano privi di alcuna logicità e, per quanto già ciò che scrivo e ciò che faccio abbiano apparentemente poco senso, non voglio raccontare storie completamente prive di significato. La ricerca della verità assoluta di quel giorno, iniziò il giorno stesso, per poi affievolirsi durante lo scorrere del tempo e rinascere esattamente un anno dopo, il 18 Dicembre tra i banchi di scuola. Fu l'ora di italiano quella cruciale. Un percorso che toccava Dante, Petrarca, Leopardi e Montale più una canzone a scelta, tutto riguardo la morte della persona amata, da creare durante le imminenti vacanze Natalizie. Durante l'assegnazione del compito, la mia mente aveva iniziato a viaggiare, elaborando che quel giorno fosse 18, e che il 18 l'anno scorso avevo provato sensazioni poco distanti da quelle descritte dai poeti dopo i loro lutti. Lì in classe la mia faccia assunse un'espressione sorridente, ma i miei occhi sembrava volessero decidere di far inondare il mio viso. Sentivo come se quella buffa coincidenza fosse stata messa su da qualcuno per costringermi a ricordare, ma il momento di irrazionalità finì subito. Colsi così l'opportunità per ricercare ancora le motivazioni di tutto ciò che accadde il 18 del 2013.