Prof, se sta leggendo questa memoria, vorrei specificare che non era mia intenzione prenderla in giro, bensí trovare un espediente per poter salvare ció che era salvabile della mia "strana strana relazione" con una "strana strana ragazza" che rispecchia col mio strano strano carattere. E seppur dubito che si metta a leggere, è pur giusto precisarlo. Detto questo, catapultiamoci nella memoria.
Era il secondo anno del liceo, e, sí, ero a scuola. Beh, a scuola teoricamente non è contemplato l'uso del cellulare, ma praticamente in molti riescono ad usarlo per messaggiare, o semplicemente per distrarsi dalla lezione. E a far questo ne siamo piú o meno tutti capaci, anche al primo banco, quello di fronte la cattedra, dove basterebbe un solo giusto sguardo da parte della prof per esser scoperto. Ma l'impresa che dovevo compiere era ben piú complicata. In quell'ora mi trovavo al primo banco, sottoposto al raggio visivo della prof, e il cellulare mi squilla. Controllai chi fosse a chiamare. Capii subito che rispondere sarebbe convenuto. Qui sorsero due possibilità: chiedere di andare in bagno per rispondere, oppure rispondere davanti a lei. E dato che non potevo interrompere il mio record di "non aver mai chiesto di andare in bagno eccetto una volta dopo un viaggio da Pisa a san Giovanni", o più semplicemente perché mi seccava uscire, scelsi la seconda. "Che genio!" direte voi, e vi do ragione, anche se non con senso ironico. Non ho idea di come mi venne l'idea, ma, beh... risposi alla chiamata.
"Ciao telefono! Sei tu telefono?! Sí, sei telefono! Dimmi tutto telefono!" e staccai la chiamata. Dimostrai alla prof che non stavo usando il cellulare, non stavo parlando con nessuno, stavo parlando col telefono, e non aveva senso sequestrarmelo se effettivamente "facevo finta" di parlare con lui (sí, era una prof buona sotto questo punto di vista). E cosí la richiamai: "Ciao telefono! Ora puoi dirmi tutto telefono!" e la scampai.
venerdì 15 gennaio 2016
Memories, ricorda le memorie #12 Ciao telefono!
giovedì 14 gennaio 2016
Memories, ricorda le memorie #11 Fare la cosa giusta - Fare ciò che fa star bene
Uno dei miei primi ragionamenti fu quello del "Cosa fare?". Erano fin troppe volte che ciò che veniva ritenuto giusto anche da me si contrapponeva a ciò che volevo. Avevo bisogno di una soluzione, avevo bisogno di scegliere, e di scegliere bene. Ma nel mentre che decidevo cosa scegliere, poiché scegliere non è la cosa che mi vien più veloce, ovviamente il tempo passava, e in quel tempo come agivo quando incontravo bivi che avevano bisogno della fatidica risposta la cui domanda mi stava facendo pensar giorni su giorni? Beh, ricordo che la mia razionalità cercava di andare verso la cosa "giusta", mentre un'altra forza respingeva, facendomi andare verso il "bello". Ma non riesco a ritenere questi avvenimenti come se fossero una decisione e poi la resa di questa decisione. No, io ancora non avevo deciso. E vivevo oscillando, pur senza volerlo, tra ciò che ora ritengo noioso, e ciò che or ritengo produttivo. Ma al tempo di questi pensieri, non ero ancora arrivato a questa conclusione, e non sapevo come pensar che fosse il mio modo di fare. Mi ritenevo incoerente, forse, ma era tutto spiegabile, non potevo che essere in quel modo.
Quando arrivai ad una conclusione, però, fu tragica la situazione, poiché il giusto mi fece errare.