Come facciamo a porre la concretezza di una qualsiasi cosa? I sensi ci dicono che una cosa esiste, certo, ma con quale valore esiste? Noi vediamo immagini, e l'unica cosa che possiamo dire è che esiste l'immagine di ció che si guarda, cosí come quando ascoltiamo, annusiamo, assaporiamo e tocchiamo. Con questo non voglio certo dire che l'essenza di ció che si percepisce non esista, ma solo il fatto che è facile ingannare i sensi, nostri unici strumenti per indagare nel mondo.
Se si vuol parlare della memoria, devo prima di tutto ammettere la vergogna che provo nel raccontarla, non perché sia imbarazzante o che me ne penta, ma, anzi, solo per il contrario: io mi son innamorato di un'ingannatrice di sensi senza pentirmene ancora. Perché dico che è un'ingannatrice di sensi? Beh, semplicemente perché ora, dopo che son passati anni, ancora ho dubbi su di lei, sul suo esser concreto. Eppure ho la conferma della sua voce, la conferma della sua immagine, mi bastavano a dedurre la sua concretezza, ma ora non ne son sicuro. Eppure non metto in dubbio la sua esistenza, e nemmeno la sua concretezza al mondo, bensí la sua concretezza nel MIO mondo. C'é stata davvero nel mio mondo a chiedere di star con lei per un giorno, due, una settimana, addirittura per sempre, oppure è solo la mia mente che senza sensi e senza senso ha creato quest'opportunità invisibile che io ho seguito e rendendo facile la mia caduta
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