"Due meno tre è impossibile".
"Maestra, ma non fa meno uno?".
Questo ricordo è vecchissimo, eppure ho in testa l'immagine del momento in cui è avvenuto. Vedo il sorriso della maestra alla mia affermazione, sento la mia soddisfazione nell'aver detto il giusto aprendo però un argomento che alcuni credono troppo complicato per dei bambini di terza elementare. Di certo non fu la mia prima o la mia unica affermazione arguta di quando ero un bambino, ma fa capire al me stesso che scrive ora, e al me stesso che legge or dopo, il modo in cui il me del passato pensava. Questo ricordo dimostra l'interesse nel sapere, nel scoprire, nel mostrare le proprie scoperte. Dimostra l'indiscussa superiorità del me bambino, che si entusiasmava con poco e mostrava il proprio entusiasmo agli altri.
Ora quest'entusiasmo è andato a scemare. E' la naturale conseguenza del crescere? Sì, se crescere significa conformarsi alle idee degli altri. Io mi entusiasmerei se notassi l'entusiasmo negli altri riguardo a ciò che mi piace, ma il caso vuole che, oltre a me, nessuno trovi entusiasmante la scoperta dei numeri negativi.
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