sabato 11 luglio 2020

Il senso nella mia incompletezza

Lo spasmodico bisogno di trovare un senso alle cose genera valanghe di incertezze. Ne è piena la vita di sensi mancati: partendo dal perché della vita stessa, per finire al motivo di ciò che fai in questo esatto momento. La consapevolezza che ogni risposta che potrai darti può non essere corretta, rende ancor più difficile indagare su quale sia la cosa migliore da fare tra le infinite possibilità che si presentano istante dopo istante.
Questo è il punto di partenza su cui si basa la mia vita adesso, mentre io sto scrivendo ciò che tu stai leggendo. Prendendo in considerazione proprio questo testo, come posso dire che abbia senso d'esistere? Può essere considerato un "parto" non voluto della mia mente?
La volontà è ciò che genera il principio delle azioni non costrette. Il motivo per cui nasce una volontà è tra quei misteri di cui non esiste una risposta univoca. Più ci si allontana dal momento in cui nasce la volontà, più appare insensata l'azione che si sta compiendo, generando una sorta di anacronismo tra l'intenzione e l'azione. Le azioni restano così incomplete: esistono per metà, ma nessuno intuisce il senso della loro esistenza, e tutto scorre oltre.

Ma tutte le metà lasciate indietro sai che compongono te stesso, ed inevitabilmente, sentirai l'incompletezza nel tuo corpo.

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