venerdì 27 febbraio 2015

Memories, ricorda le memorie #3 AM sono pure sulla tua cintura

La prima cosa che vedo è il soffitto sbiadito. Richiudo gli occhi. Mi giro e mi rigiro nel letto pensando che questa non sia una nuova giornata di scuola, pensando che sia un sogno e che ho ancora tempo per star con gli occhi chiusi a non pensare. Ma poi realizzo che non è un sogno, che mi devo alzare. Il cervello inizia ad elaborare le solite azioni mattutine: lavarsi i denti senza aver fatto colazione, aggiustare lo zaino che andava fatto il giorno prima, vestirsi con le prime cose che capitano a tiro, eccetera eccetera.Oggi, le prime cose che mi son capitate a tiro sono una felpa rossa assieme a dei blue jeans che non so se siano larghi loro o se sia stretto io, fatto sta che per non farli cadere, mostrando a tutti le mie bellissime mutande, ho bisogno di una cintura. Allora mi dirigo verso l'armadio e prendo la mia unica cintura. Prima di indossarla però mi fermo ad osservarla. Cosa potrebbe avere di speciale una cintura tanto da attirare la mia attenzione, vi chiederete voi. Beh, le lettere son la risposta: A M... Antony Morato? No! Seppur quelle lettere stessero effettivamente per Antony Morato, a me non importerebbe nulla. Quelle lettere per me hanno un significato diverso. Sono le iniziali di una persona, una persona che sarebbe facilmente fraintendibile con un'altra, una persona con cui non ho più a che fare, ma che, quando ancora faceva parte della mia vita, aveva assunto una posizione tale da permettermi di fermarmi qui stamattina a pensare a lei. Tuttavia, se io sto fermo, il tempo scorre e mi porta sempre più a tardare. A questo punto sono costretto a prender coscienza e a smettere di pensare al ricordo di colei che mi ha fermato. Indosso la cintura, la stringo per bene e finalmente son pronto ad andare a scuola, senza la paura che i pantaloni mi possano cadere.

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