mercoledì 25 luglio 2018
La scatola dei ricordi
È magia ogni volta per me aprire la scatola dei ricordi, come se ogni volta aprissi il mio cervello e smantellassi i pensieri presenti per lasciar spazio a tutto ciò che di passato contenga. Ma ciò che più mi affascina è che, pur memorizzati come avvenimenti ben precisi, i ricordi attraversano l'io presente in maniera sempre differente, e ci si trova ad ascoltare magari la stessa melodia in tonalità diverse. Questo è perché si cambia, assieme alle proprie considerazioni, ai propri punti di vista, e poco importa se la propria memoria abbia catalogato il proprio passato, poiché ogni volta che si ricorderà, le immagini verranno ricreate da zero. È un'illusione dunque quella di poter attingere dal passato, il passato stesso, attraverso ricordi, memorie, rimembranze, in quanto tutto ciò vive nel presente come rielaborazione di un cervello che opera nell'ora, ed è quindi il tempo il vero padrone del proprio passato, lo stesso tempo che porta all'osservarlo. Ma tutto ciò non deve esser visto in maniera negativa, come se il proprio passato non appartenesse più a sé, poiché ciò che ne resta è il presente, è il sé che continua a manifestarsi volta per volta, pensiero dopo pensiero, parola dopo parola. Ed ecco dunque che mi son ritrovato a scrivere memorie su memorie, che a loro volta son diventate memorie, come memoria diventerà questa, e magari rileggendo sarà come aprire una scatola dei ricordi.
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