Mi mancava il raccontar frivolezze, robe appartenenti alla mia vita pubblica e che quindi riesco a condivider meglio con chi, se esiste un chi, legge queste parole. La memoria di oggi è piú che un semplice ricordo di un qualche avvenimento, questa memoria è la rappresentazione del miglior modo di pensare che abbia adottato in vita mia, o che, per meglio dire, forse lo è.
"Fa niente", in primo superiore era diventato un mio detto. Ed erano solo due semplici parole, ma che sembravano significare menefreghismo e superficialità. Posso dire che non era cosí. Quel "fa niente" indicava leggerezza. Era come un estraneamento da ció che dovrebbe procurar preoccupazioni, slegando, almeno nella propria mente, i grossi pesi generati da un qualsiasi pensiero. E ricordo che questo non aveva influenza negativa sulla mia morale, in quanto il buonsenso riuscivo comunque a rispettarlo sempre.
Mi par ovvio che nei tempi d'ora, il mio "fa niente" sia svanito. È semplicemente il risultato di una crescita, che ora mi fa arrivare a rimuginare ore ed ore su robe riguardo cui il mio giudizio sarebbe potuto esser "fa niente". Ma è veramente un qualcosa di positivo? È necessario riempirsi di preoccupazioni che potrebbero esser inutili stando solo al proprio giudizio? Forse è solo inevitabile, come conseguenza di un accrescimento di entropia, come un disordine tale che non si puó non sistemare
martedì 16 febbraio 2016
Memories, ricorda le memorie #13 Fa niente
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