sabato 25 ottobre 2025
Il sasso e l'umano
venerdì 11 luglio 2025
Saudade
Esisterà mai una persona che silenzierà tutte le mie mancanze?
Perché percepisco una malinconia dal profondo del mio cuore.
Mi sento lontano eppure sono a casa.
Ero certo che questa volta sarebbe stato diverso.
Effettivamente lo è.
Non vivo più in macerie e resti.
Ma la sera torno a pensare a chi non ho vicino.
Ci sarà sempre qualcuno di lontano.
Ma quale lontananza sarà mai incolmabile?
Alla fine viviamo sullo stesso pianeta, giusto?
Forse non si tratta solo di lontananza fisica.
È il pensarti che mi porta malinconia.
Perché ho la percezione che abitiamo diverse galassie.
Forse nemmeno sfiorandoci saremo mai vicini.
Però sapere della luce del tuo sorriso
mataria a saudade.
martedì 15 aprile 2025
Crescere
venerdì 4 aprile 2025
Tu
giovedì 27 marzo 2025
Il sasso nel deserto
venerdì 14 febbraio 2025
Pezzi di me
Ho perso pezzi di me per strada, lungo il tragitto che mi ha portato qui.
Ed ora?
Sono vuoto?
Privo di qualsiasi caratteristica essenziale al creare la mia definizione?
No, la mia definizione è lo svilupparsi della storia, è dispiegarsi del tempo che mi avvolge, mi stringe, fino a trapassarmi.
Allora cos'è tutto ciò che sono stato e che non sono più?
Parti morte di me, essenziali alla costruzione del nuovo me, l'esuvia di un corpo ormai troppo grande per esser contenuto dentro la sua stessa carne.
Che strano concetto che è crescere. Non possiamo smettere di farlo, eppure non ci abituiamo mai a questo cambiamento che ci porta a guardare indietro per osservare le uniche briciole di certezza che possediamo: i pezzi di noi che sono stati e che mai torneranno.
Resti di un'esplosione malinconica.
giovedì 13 febbraio 2025
Noi e il Tempo
Al tempo piace danzare.
Alle volte ondeggia lentamente con ampi movimenti, come a voler riempire tutto lo spazio a sua disposizione. Il suo corpo appare quasi sospeso, con la musica che sembra aspettare la sua prossima mossa. Ma questa tarda ad arrivare, e le note in sottofondo si prolungano quasi all'infinito in un'estesa melodia che quasi toglie il fiato.
E, d'un tratto, ritorna, il ticchettio dei suoi passi, precisi e serrati, affilati come lancette, che tagliano il quadrante di un orologio. Nessuna esitazione: siamo qui, ora, e poi mai più. Andiamo, sempre e solo avanti.
Almeno fin quando non inciampa, e da qui il delirio: una, due o più capriole non bastano per ottenere l'equilibrio, c'è bisogno del suo libero movimento per ritrovare l'epicentro.
La danza allora smette di aver regole, e il tempo inizia a riorganizzarsi nel suo disordine, ovvero nella percezione che ognuno di noi ha di esso, perché noi in quanto persone possediamo il tempo dentro la nostra mente, con tutti i suoi movimenti, vivendone la melodia.
Chissà quanta arte compone:
Noi e il Tempo.