venerdì 27 luglio 2018
In cosa ci si sta trasformando?
Sto conoscendo finalmente l'angoscia, quella sensazione di paura che flebile si insinua all'interno di sé, caricandosi pian piano nel tempo, arrivando ad essere una grossa massa di ansia che pressa la propria mente e le proprie emozioni, fino al punto di provocare una reazione, e queste parole che leggete qui, son la mia reazione. Ma da dove proviene la scintilla che ha acceso la lunga miccia per far esplodere questo testo? Da una delle finestre del mondo, adibita a mostrare parti ben selezionate di sé, non solo a chi è nelle vicinanze, ma a chiunque abbia possibilità di vedere attraverso, e se non è tanto chiaro di cosa io stia parlando, è forse colpa della descrizione troppo elegante che ne sto facendo, dove "parti ben selezionate di sé" andrebbe sostituita con "sentenze sconsiderate ma fin troppo facili da esprimere". La finestra si chiama Facebook, e le sentenze sconsiderate vengono viste da migliaia e migliaia di persone, tra cui me, semplice punto d'un disegno vastissimo, di cui te che leggi fai parte. Proprio assieme a me. Proprio assieme a chi scrive commenti inneggiando alla violenza, quasi volesse cancellare parte di questo disegno, dove quali punti debbano sparire è, in questo discorso, irrilevante. Per quanto queste parole vogliano essere distanti dalla politica, il motivo scatenante di tutto è prettamente politico: è una figura di spicco in quell'ambito a promuovere una normalizzazione della violenza, attraverso la violenza stessa. Arrivato a questo punto arrivo a fregarmene meno di chi debba restare in Italia e chi andarsene, arrivo a fregarmene meno dei crocifissi nei luoghi pubblici, arrivo a fregarmene meno anche di me stesso, dato che a quanto pare non posso che osservare e assimilare in paura la violenza attorno a me, verso chi è come me. E se qualcuno crede che la mia reazione sia esagerata per aver letto semplici commenti su un social dove in media si pensa un millisecondo prima di scrivere, son pronto ad affermare il contrario, invitandovi ad osservare con attenzione lo scenario che si presenta al di sotto d'un qualsiasi post che sfiori anche solo minimamente l'argomento "politica", ricordando che tutti quei concetti appartengono a persone reali, magari più vicine di quanto si possa percepire attraverso Facebook: sono parenti, amici, conoscenti, persone con le quali capita d'interagire in un modo o nell'altro, di cui non ci si aspetterebbe reazione simile. Eppure ecco lì ogni genere di persona che aderisce al clima aggressivo che tutti respiriamo. Nella mia mente allora si annida un pensiero: è questo l'uomo, il violento animale che agisce contro il proprio genere quando gli viene data opportunità di farlo, o semplicemente ci si sta trasformando, in seguito a vari input, in qualcosa di degenere?
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